Educazione ed urinocoltura.

Oggi sono in ferie, perchè c’è da preparare un po’ di cose per il compleanno della Princi.

Quindi stamani, lei era a scuola ed io in giro a comprare le ultime cose:

Le ho trovato un regalo che amerà, ma non posso dirvi cos’è perchè ovviamente la Princi legge il Blog.

Ho trovato anche la tortiera apribile per cimentarci nella cheesecake.

Ho trovato due smalti per lei, arancio, il suo colore preferito, e verde, che le mancava.

Ho trovato anche un signore che mi ha chiesto:

“scusa, tu lavori alla Pubblica Assistenza di Campi, vero?”

“Si, prego?…”

“Se io domattina passassi a portarti il campione per l’urinocoltura?”

“…!!?!?!??…Veramente io lavoro in ufficio, non sono agli ambulatori…”

“Ma facevo per lasciartelo veloce veloce, per fare prima…ZAC!”

Nella mia mente un tourbillon di luci e il flash della risposta perfetta:

Tintinnare un immaginario bicchierino (immaginariamente pieno di pipì), infilarci dentro il dito indice, e succhiarmelo voluttuosamente.

Poi sorridere, inclinare la testa sulle ventitrè, e rispondere al signore “…non le facciamo così, le analisi per l’urinocoltura, sa?”.

Scrosci di appalusi a scena aperta.

Ecco, non avessi un rispetto sacro per il posto dove lavoro, avrei usato davvero il coup de theatre che mi è balenato in testa.

…ma poi mi dicono tutti che sono acida, bisbetica, stronza, e semplicemente ho declinato l’invito a ricevere il campione d’urina del signore al supermercato.

Senza tintinnare nessun bicchierino immaginario.

Che mi è rimasto proprio sul gozzo.

APPUNTI PER LA CONQUISTA DEL MONDO

La Princi è una bambina curiosa ed ambiziosa.

Si è parecchio interessata alle campagne elettorali, ponendo l’attenzione alle promesse farlocche che ha scovato in diversi candidati, trasversalmente ai partiti ed ai livelli di ammistrazioni da eleggere: dai consigli di classe, alle ultime politiche.

Ha quindi definitivamente abbandonato l’idea di un mondo democratico, perchè siamo una manica di furbini, che se non hanno una guida forte, che li punisca o li premi quando si meritano questo o l’altro, si scannano fra di loro e non concludono nulla.

Ha abbracciato l’idea di MONARCHIA. Adora la Regina Elisabetta d’Inghilterra, per dirne una.

Non le Principesse. Le Principesse sono roba da bambine, da qui il suo nome “la Princi”. Lei parla di REGINE.

Mi spiega che sarà Regina Del Mondo, eletta a furor di popolo.

Ha già pronto il saluto, che ha preso in prestito dalla sua vecchia amica Lizzie. Compassato, ma d’effetto.

E il suo programma elettorale che mi sento di condividere appieno.

  1. POTERE INDISCUSSO DELLE DONNE, con conseguente riforma delle quote rosa, che diventeranno celesti.
  2. MORTE ALLE ZANZARE (Sì, al secondo punto, è di vitale importanza. Cacchio, è una bambina di undici anni, eh!?)
  3. CANI EQUIPARATI A MEMBRI DELLA FAMIGLIA
  4. VIETATO FARE LA GUERRA, chi ci prova: scapaccioni a volontà, senza chiedere chi ha cominciato o di chi è la colpa, come le ho raccontato che faceva la mia nonna Margherita.
  5. STOP VIVISEZIONE (Escluse le zanzare, gli animali sono meglio degli uomini)
  6. SCOPRIRE NUOVE GALASSIE
  7. PUNIZIONI PER I CRETINI
  8. ABOLIZIONE DELLE ETICHETTE DI “ATTENZIONE PERICOLO”, PER RISTABILIRE LA SELEZIONE NATURALE, WE LOVE DARWIN
  9. CIOCCOLATA AD LIBITUM PER TUTTI
  10. DIRITTO DI VOTO AGLI ANIMALI (Che, afferma, hanno capacità di discernimento ben maggiori di alcuni suoi compagni di classe)

E’ un programma semplice, poche idee ma ben chiare.

Quindi, quando arriveremo al momento giusto, saprete da che parte stare.

La Princi Regina del mondo, è già partita la fase di conquista.

…e cento ne fa.

La colonna sonora potrebbe essere “il volo del calabrone“.

Perchè a me capita spesso di aver messo in ponte così tante cose, che poi gestirle tutte diventa un turbine.

Ad esempio, in questo fine settimana si sono concentrati un pigiama party per la Princi, un triathlon medio fuori città per l’Omone, una torta da preparare per la festa della squadra di minibasket, due partite ed un furto in casa.

Ovviamente il furto in casa non l’avevo messo in ponte, ma tutto sommato è andata di lusso, hanno arraffato il cellulare nuovo del NonnoSergio e se ne sono andati, forse grazie alla ZiaSara che si è alzata per andare in bagno. E hanno lasciato un ombrello piantato in una fioriera, artistici.

Comunque, se gli arrivano anche solo un decimo degli accidenti che gli sto tirando (e arrivano, eccome se arrivano!) non se la passano parecchio bene.

Le due partite sono andate come preventivato: sabato mattina abbiamo perso in casa con la squadra mista, con una Princi imbestialita e ben carica per la seconda partita, giocata fuori casa sabato pomeriggio con la squadra femminile, dove abbiamo vinto e sfogato la rogna accumulata.

Nel frattempo l’Omone viaggiava verso Ferrara, dove sotto una pioggia ininterrotta ha superato la prima prova della stagione, nonostante un acciacco ad una coscia e l’allergia primaverile a quei miliardi di pollini che non gli dà tregua.

Ma lui è l’Omone, corre e va, sulla terra, corre e va, fra le stelle, tuuuuu che puoi diventare Jeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeg!

Quindi, mentre ignoti si introducevano in casa dei nonni, l’Omone guidava verso la pioggia, io e la Princi partivamo con la torta sottobraccio, e la tuta gialloblù addosso.

Come, “quale torta?”!

QUESTA!

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Una Squadra è una Squadra.

Se si festeggia, si dà un contributo. Se si vince, si dà un contributo. Se si perde, ci si inca##a come scimmie, soprattutto se si dà un contributo.

Nello specifico, per questo contributo abbiamo iniziato giovedì, preparando la pasta di zucchero:

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…morbidina! Quanto mi piace impastare! Torno bambina!

E oltre alla pasta di zucchero, abbiamo preparato una “cupola” per dare la forma di pallone…l’abbiamo fatta con l’impasto per il “salame dolce”: ricetta originale da “la vera cucina Fiorentina”, e scusate se è poco…;)

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Per dare la forma della cupola, foderate di carta d’alluminio due ciotole (sia dentro che fuori) , una un po’ più piccola dell’altra, e mettete l’impasto in quella più grande

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Schiacciatelo bene fino quasi ai bordi, assottigliandolo

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A questo punto inserite la ciotola più piccola nella più grande, per schiacciare bene e dare forma concava…

(architettura alimentare??)

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E mettete in freezer per almeno una notte.

Nel frattempo (sì, la notte mentre la cupola si raffredda in freezer!) bisogna pensare a come riempire la cupola.

Quindi si va di mantovana: una base rotonda (misura approssimativa della cupola) e poi io ho usato uno stampo da budinone,

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un po’ altino e con i bordi ondulati, perchè nelle parti “rientranti” si può riempire di farcia.

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Tagliando via la base, che viene sempre un po’ gonfietta, abbiamo anche la stondatura adatta a riempire la sommità della cupola.

FARCIREEEE!

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Panna montata a volontà. Se “strabuzza” va benissimo, farcirà gli spazi tra la mantovana e la cupola…

A questo punto, passata  ‘a’nuttata, togliere le ciotole dal freezer, e separarle delicatamente.

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così…

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“Spellare” via l’alluminio appicciato all’impasto…

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…Et voilà, la cupola è pronta:

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Va semplicemente appoggiata sulla torta multistrato.

Coprire con una farcia densa ed appiccicosa…ma cosa c’è di meglio della Nutella?

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Io uso uno di questi vassoi girevoli, il coltello sta fermo, e  la base gira come un tornio, facilissimo anche per le pasticcione.

A questo punto, colorata la pasta di zucchero di arancio, con i coloranti alimentari (ho mischiato rosso e giallo, forse l’arancio poteva venire un po’ più acceso, ma non avevo visto che l’avevo finito!), iniziamo a stenderla: su un tappetino di silicone liscio, spolverato di zucchero a velo.

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Invece del mattarello che si attacca all’impasto, uso un rotolo di pellicola trasparente, di quelli più grossi, industriali: quando ho finito di stendere la pasta tolgo la parte di pellicola sporca e siamo a posto.

Fatto! Non resta che stendere il disco di pasta sulla torta, farlo aderire pianino per evitare pieghe, e tagliare la parte in eccesso.

Poi, sempre col colorante alimentare e pennellino, tracciare le linee tipiche della palla a spicchi che tanto adoriamo a Villa Villacolle.

Il risultato non differisce tanto dall’originale a cui ci siamo ispirate:

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Come si dice tra appassionati: “I LOVE THIS GAME!”

Ah, naturalmente c’era anche da prepararsi per il pigiama party a casa di Caterina, una compagna di basket della Princi.

Poi la gente si domanda come mai sono sempre così acida ed indisponente. Perchè non ho tempo per i convenevoli. E no, non mi drogo. A meno che non si consideri drogarsi aspirare dal naso quantità improbabili di zucchero a velo, perchè quello capita, quando si lavora la pasta di zucchero.

Comunque, per il pigiama party ce la siamo cavate con una manicure “candy style”, in tinta col pigiamino nuovo:

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Indovinate di che colori è il pigiama nuovo?

Per la cronaca, la torta è piaciuta, il telefono non è stato ritrovato, il pigiama party è stato un successone, e l’Omone ha finito la gara nel tempo che si era prefissato.

Io ho trovato anche il tempo per cenare fuori e fare un giro in centro a Firenze, con mia sorella, di sera, con le mie scarpe polka dot da Minnie.

Telefono a parte, che bel fine settimana!

Una ne pensa…

Allora, come ormai mi pare chiaro ed evidente, qui, a Villa Villacolle non si sta tanto con le mani in mano.

Nell’articolo “I love check lists” avevo accennato alla torta tricolore: non avevo ancora avuto modo di spiegarla e postare un po’ di  foto.

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…Questo è l’aspetto che aveva esteriormente. Ma siccome era una torta “ricca di significato”, era ancora più bella dentro.

P1060621…se fra questo rosso….

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…e questo verde bandiera…aggiungessi un po’ di panna montata bianca, per esempio…

TA-DAAA!

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Spieghiamoci meglio. Era la festa per consegnare un attestato simbolico di Cittadinanza Italiana ai bambini figli di migranti nati in Italia, residenti a Campi Bisenzio.

…ed io, nel mio piccolo…ho fatto questo.

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Ecco bambini, una fetta d’Italia.

Sempre che siate ancora convinti, di volere essere Cittadini Italiani.

S’i’ fossi foco…

Messaggio per l’Omone e la Princi:

S’i’ fossi foco,

come temete e più volte mi rinfacciate che io sia

avrei la pazienza e la lungimiranza di un pesce davanti al baco sull’amo

partirei all’avventura in stile Calamity Jane

salterei ad occhi chiusi in un cerchio infuocato

sopra una vasca piena d’acqua e piranha in egual misura,

così senza pensarci, senza riflettere,

perchè son “fumìna”,

s’i’ fossi foco, s’i’ fossi realmente foco…

 

E s’i’ lo fossi, foco,

con tutto quello che mi avete combinato, detto, fatto penare

vi avrei ben arrostito da un pezzo.

Con ardore, C.

Antipodi ed altre nefandezze

I colloqui con le insegnanti sono la mia croce e delizia.
Delizia perchè (chi conosce la Princi lo sa già) posso gongolare e vantarmi.
Avete presente in “Ghost”, quando Whoopy/Oda Mae intasca l’assegno fantasmagorico e continua a ripetere “Rita Miller, Sono io. Sì sono proprio io, Rita Miller!”? Ecco, quella è la mia espressione mentre mi vanto.
“E’ mia figlia. Questa qui, è mia figlia, sono io la sua mamma. L’ho fatta io, sapete?”
Ci ho messo, zucchero, pepe, libri, sarcasmo, puzza di piedi, amore. Ho impastato un po’ alla rinfusa, l’ho covata per nove mesi, la cresco da undici anni. I risultati ripagano ampiamente lo sforzo profuso.
Quindi la delizia viene dall’argomento del colloquio.

La croce, dal contesto.
Una delle ultime volte, mi sono imbattuta in una supplente che nonostante l’impegno, era visibilmente in balìa della classe, nonchè abbastanza confusa. Stanca, provata, povera Crista. Sto cercando di giustificarla. Non può essere solo colpa sua, se parlandomi del programma di storia mi ha espresso le sue preoccupazioni:
“…sto cercando di spicciarmi, gli preparo le mappe e tutto, ma questi NIENTE, no c’è verso andare avanti…dopo ci sono i Romani!!! Come facciamo a finire in tempo? I ROMANI SONO TAAAANTII!!”
Caspita, certo che sono tanti. Roma è una bella metropoli, oltre ad essere “caput mundi”.
Ben altro voleva significare la derelitta, ma si sa, l’Italiano con la I maiuscola non è poi così diffuso.
L’ultima volta invece, la perla mi è stata servita come aperitivo. Aspettando il mio turno in coda fuori dall’aula, non ho potuto fare a meno di ascoltare (avrei dovuto essere sorda, visti il tono ed il volume usati dal gineceo che mi circondava) la conversazione che qui riporto fedelmente:
“Ma quest’anno la cena di classe dove si fa?”
“Facciamola da coso….quello dove siamo andati quando c’era anche la Tizia”
“Ma dove, al centro commerciale?”
“Noooo, ancora prima, ti ricordi quando erano in prima?”
“EHhhh, ma se dici della prima chi se lo ricorda, te parli degli ANTIPODI!”
Certo, gli antipodi. Come te ed il cervello, giusto?
Si presume che in questa mamma da sfoggio linguistico quell’ “ANTI” abbia richiamato antichità.
In me invece conati di vomito.
Oppure si potrebbe attingere a piene mani dal pozzo (nero) di ignoranza caprina della maestra di italiano (supplente anche quella, ne abbiamo cambiate DODICI in quattro anni, un bel record, eh?) che aveva l’abitudine di correggere dove errori non ce ne erano.
Tipo:
“Mamma, oggi ho fatto solo un errore nel compito di italiano. Ma guarda che io ero proprio convinta, eh!”
“Convinta di cosa, Princi?”
“Che ASTRONAUTA si scrivesse ASTRONAUTA”
“…?…Come dici Princi?, Mi sa che non ho capito…”
“Sì, mamma guarda il quaderno. Me l’ha corretto con la penna rossa.
Mancava la U. Non A-S-T-R-O-N-A-U-T-A, ma A-U-S-T-R-O-N-A-U-T-A”

Deglutisco. Prendo fiato. Espiro forte, potrei gonfiare un palloncino.

Come glielo giustifico? Perchè nonostante tutto, la maestra è l’autorità. Non posso sminuirla.

“Amore sarà stata una svista, magari c’era confusione in classe e si sarà distratta…Comunque avevi ragione, si scrive come hai sempre scritto, quella U non c’è. Se la maestra ha qualcosa in contrario, dille che vorrei parlarle, va bene?”

Oppure, AGGHIACCIANTE:

Se io fossi un bambino preistorico…” Errore. “Se io sarei un bambino preistorico”. Sarei giustificata a prederti a palate sul groppone. Ma non siamo bambini preistorici, siamo nel 2013 cristosanto, e stai sciupando tutto il lavoro che ho fatto finora, STRONZA! E il condizionale è basilare, necessario, il minimo indispensabile.
E astronauta si scrive così, non manca nessuna U, non è un “navigatore delle stelle e dei pianeti” australiano, CAPITO?

…ed in questo clima da girone infernale la Princi legge libri su libri.

Adesso sul comodino ha “La fattoria degli animali”, Orwell.

L’abbiamo scampata ancora una volta. Non credo che mi chiederà “tremetrisopralcielo”.

Hei, Princi…continua così.
Ti sarà più lieve scoprire che il mondo è pieno di AUSTRONAUTI agli ANTIPODI rispetto a te.

Certo, e io in fronte c’ho scritto “GIOCONDA”

Succede che un giorno l’Omone mi regala un pacchetto benessere perchè gli sto fracassando la pazienza con il mantra delle gambe gonfie.
Succede che dopo due mesi di disdette, finalmente riesco a prendere l’appuntamento con “l’esperta di Milano”, nello stesso pomeriggio in cui la Princi ha danza, c’è il colloquio con le insegnanti, e l’omone ha una delle sue giornate campali.
Succede che durante il “body check” l’esperta di Milano mi diagnostichi una “FRAGILITA’ CAPILLARE ACCENTUATA”, eh-sai, ci voleva l’esperta di Milano. Sono bianca come il latte, rossa naturale, ho la pelle quasi trasparente (l’Omone dice che non sono bianca, sono celeste), hai fatto la scoperta clinica del secolo, ho i capillari fragili.
Succede poi che l’esperta di Milano tenti di convincermi che QUEL pacchetto benessere non fa per me, MA lei ha la soluzione.
Il pacchetto giusto è un altro!

la parola d’ordine per te, cara, è LINFODRENARE!” Cambia voce e cambia aspetto: sembra ora la strega dei mari della Sirenetta, mi fa vedere il marchingegno, mi offre una tisana…e mi fa accomodare nello studio.
Il secondo pacchetto, dice “…purtroppo ha solo lo sconto del 30%. E, NO, non si può convertire il primo nel secondo. Si può, al massimo, convertirne una parte. Ed aggiugere la parte restante...”

“BISOGNA RIATTIVARE LA CIRCOLAZIONE!”, stesso tono baritonale, una luce verdastra sale dal basso, mi riaffiorano i ricordi dei racconti del brivido di Zio Tibia, oddio, ora mi offre la bellezza in cambio dell’anima, me lo sento.

No-no. Ma quale anima! Lei vuole solo SETTECENTO eurini. Più un’ora alla settimana del MIO PREZIOSISSIMO TEMPO da qui all’eternità.

Chi ce l’ha? Intanto un’ora alla settimana da sottrarre a tutto il resto, famiglia, casa, lavoro, cucciolo. E poi la voglia di dare 700 eurini a questa strega nevrotica.

Rapido calcolo:

robot aspirapolvere (lui pulisce io guadagno tempo) ultimo modello €400+

scarpe da corsa nuove, ciucatissime, con contapassi integrato €100=

€500

 Avanzano ancora 200€.

Ma la lascio parlare. Ora sembra la sacerdotessa di un qualche rito sciamanico, mentre mi fa capire quanto sia urgente ed importante prendere subito una decisione.

E io la prendo. Riacciuffo il mio buono.

Ringrazio cordialmente.

Forse lo farà la ZiaSara. Forse chiederò il rimborso.

Sicuramente faro pubblicità negativa a chiunque mi chiederà informazioni a riguardo.

E nonostante i 206 battiti, sgonfierò le gambe alla vecchia maniera.

p.s. di servizio: Omone, non ti resta che comprarmi il Roomba.