Galliani al matrimonio di Barbie e Ken

Il calcio non mi interessa. Non lo capisco, non mi piace, non mi emoziona, anzi mi sta proprio antipatico.

Il calcio, ed i calciatori in generale…per me si salvano solo George Best, Ruud Gullit, e Lionel Messi, non per i meriti calcistici, ma per la “personaggitudine”.

Per il resto, non mi suscitano alcunché.

Ma sono di Firenze, e a Firenze il calcio ci è nato: quindi si cresce col viola negli occhi, e l’odio per la Juve.

Nel tempo questo odio si è esteso per similitudine alle maglie con le strisce: qui ci stanno sulle scatole tutti indistintamente.

Resta la mia totale incompetenza riguardo alle regole del calcio, e la mia insofferenza alle esaltazioni dei calciatori: ruzzolano moribondi tipo smurielle, inciampano da soli nelle righe bianche ed invocano giustizia. Fossero uomini quanto vogliono far credere, si rialzerebbero rocciosi e ricomincerebbero a correre: ma loro no, sono signorine vecchio stile: Barbie, ecco.

E quindi mi viene facile fare questo accostamento:

quando da piccole le bambine giocano a Barbie, lo spiego per i maschi che credo siano -in generale- competenti in materia quanto lo sono io nel calcio, è  tutta una messa in scena: la Barbie ha questa casa bellissima fatta su misura per lei, ed incontra Ken.

Di solito, per fare finta che la vita rosa di Barbie sia un successo meritato, si crea qualche catastrofe: tipo la Barbie che viene rapita da un orso, un cane di pelouche, un dinosauro, per farla salvare da Ken. O un’altra Barbie che arriva e vuole essere lei la più bella e la più rosa, o quella con più scudetti, stelline e timbrini sulla maglia, pardon, mi sono distratta.

Poi alla fine Barbie e Ken si sposano.

E’ tutto programmato dall’inizio, chiaro? Non ce n’è per nessuno, è designato dall’inizio, c’è la casa pronta per i piccioncini, la Barbie la manovro io, Ken uguale, la rivale anche, il dinosauro dura quanto un gatto in tangenziale.

Vince SEMPRE la Barbie. Lo si sa quando si inizia, che finirà coi fiori d’arancio, te la vendono già vestita da sposa.

Quindi ecco, per riassumere: Galliani che esulta e gioisce per la vittoria che qualifica il Milan per la Champions League, dopo avere già preparato anche le maglie, fa lo stesso effetto di una bambina che gioisce per il fortunato ed inaspettato matrimonio fra Barbie e Ken.

VAIA, VAIA, VAIA!

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