ciao sono Ettore, e sono un piscione seriale

Mi ero quasi illusa, alla quarta notte di fila senza pipì in casa, che avesse imparato.

Ma stamani, dopo l’ennesima ricaduta, ho dovuto prendere una decisione: l’ho portato ad una riunione dei piscioni anonimi.

Sono rimasta con lui, fino a quando si è presentato:

“ciao, sono Ettore, sono un boxer di 5 mesi, e sono un piscione seriale…”

“Ciao Ettore”, gli hanno risposto in coro gli altri partecipanti alla riunione, dei quali non parlerò perché sono anonimi ed hanno tutto il diritto alla loro Privacy, e poi a quel punto sono uscita, e non so di preciso cosa si siano detti.

Così abbiamo iniziato questa terapia, che considero l’ultima spiaggia prima di provare col nodo.

E chi m’ha capito, m’ha capito.

E’ un caso disperato di inettitudine canina: stanotte lo abbiamo portato fuori due volte, e nonostante questo, stamani in casa nostra pareva di essere nelle campagne di Vercelli.

risaie

Come se non bastasse, mangia tutto. Qualsiasi cosa, a prescindere dal fatto che sia o meno commestibile.

Ha divorato una conca di bulbi di tulipani di mia madre, dopo ovviamente avere creato un cratere con raggio di circa sei metri, con la conca (vuota) come centro, e la terra che conteneva spalata a trecentosessanta gradi intorno, a distanze che solo lo scavare di un cane giovane e vigoroso può raggiungere.

Stessa sorte è toccata al cespuglio di salvia: almeno gli profumasse l’alito.

Oppure, ad esempio mentre stamani facevamo colazione, ha notato una mosca sul vetro della finestra:

ha saltato, ma non abbastanza per arrivare alla moschina: musata sul vetro, con conseguente sbavamento abbondante, unghiate sul telaio in legno, e mosca ancora lì a pulirsi le zampette di dietro.

Secondo salto, meno carpiato, in qualche modo sufficiente per raggiungere la moschina, che è letteralmente sparita fra la bava e le gote a braciola di Ettore.

Sparita proprio, tant’è che il genio canino non si è capacitato di dove fosse finita ed è rimasto impalato a guardare la finestra e a domandarsi “…ma dov’è?” per i successivi 5 minuti.

Dieci minuti di vani tentativi di spiegazione:”Ettore te la sei mangiata viva!”; lui imperterrito cercava la mosca…

A questo punto, lo abbiamo portato in giardino: la pioggia abbondante di questi giorni ha fatto spuntare vicino alle betulle dei funghetti a piccoli gruppi: c’è bisogno di dirlo?

Pareva la sagra del porcino. Finiti prima ancora di urlare “ETTORE, NOOOOOO!!”

Adesso è sulla sua brandina: ha sganciato finora rutti e score radioattivi di migliaia di chilotoni.

Pare si sia liberato, e ora chiede la pappa.

Quella, che è l’alimento che ci ha consigliato il suo veterinario, col giusto apporto calorico, che rispetta il fabbisogno nutrizionale di un cucciolo in crescita, invece, non gli va proprio giù, bisogna sempre condirla con qualcosa.

Proverò con un mix di mosche, cipolle di Tropea, salvia e funghetti.

Mmmmm! Che profumino!

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