Riassunto delle puntate precedenti, & “…maestra, io mi giustifico!”

Ettore, principe successore al trono della Runa della Gora di Balù, ha reperito attraverso canali di contrabbandieri, un osso di pollo: lo ha ingoiato e successivamente ha tentato di vomitarlo come da antichissima tradizione della stirpe di cani di cui sopra, per due giorni e due notti.

Ha vinto:

l’MTV music award sezione heavy metal bands emergenti, grazie agli assoli di voce notturni;

quattro visite dal veterinario in due giorni, dove ha cercato di confermare il titolo di cane-aspirabriciole, raccogliendo furtivamente ma non abbastanza un tappino di provetta, prontamente strappato alle sue fauci (nel senso stretto e non figurato!) con queste stesse dita che ora scrivono veloci sulla tastiera;

un giorno di digiuno forzato,

e finalmente ha sputato le sei schegge appuntite in cui si era ridotto l’osso, riportando la mia vita di mamma adottiva alla quasi normalità;

La Princi sta preparando il saggio di fine anno con la scuola di danza: sabato ne avremo un assaggio nel Parco di Villa Montalvo:

montalvo

credo che se le condizioni meteo non cambieranno, sarà uno spettacolo di nuoto sincronizzato (ecco che i sei anni di nuoto in cui l’ho portata in piscina blandendola con promesse di ricompense, o trascinandola per un orecchio, ci torneranno utili!), e qui credo che l’esperta Felicita che ci legge di sicuro si troverà a sorridere;

oltre al saggio di danza, c’è quello di fine anno scolastico.

La Princi è affranta: per i suoi gusti musicali (…anche miei, dell’Omone, e perfino del can-tante peloso dei Pantera), l’onta di dover cantare “…MAAAAAIIII!!! NON MOLLARE MAAAAIIIII…FINCHE’ VITA AVRAIIIIIII!” di Gigidalessio, non è sostenibile.

Dovrò sedarla, o mandarla a scuola con la giustificazione scritta:

“Giustifico mia figlia e chiedo che venga esentata dal cantare al saggio di fine anno, in quanto la nostra religione ci proibisce di ascoltare, e ancor più di cantare, musica di mœrda”

Ieri c’è stata una riunione con le sue insegnanti: portano addosso una pena che non meritano, lavorano senza strumenti, senza soddisfazioni, senza gratificazioni, e nonostante questo riescono a vedere il bello che c’è in ogni bambino: non possiamo che appoggiarle indefessamente, a parte quando fanno scelte musicali discutibili, vedi sopra.

Comunque,

la riunione doveva servire a prepararci psicologicamente

alle pagelle finali di presentazione alla scuola media:

voleranno bassi, i voti.

Ah, venerdì ci sarà anche la cena di classe. Non “di classe” inteso come elegante, visto che la pizzeria dove abbiamo prenotato ha come soprannome “il racchio” di Campi.

racchio:

[ràc-chio] agg., s. (pl.m. -chi) fam. • agg. Riferito a persona, brutto, privo di grazia

La seconda cena in cinque anni, a dimostrazione di come sia stato disastroso questo percorso scolastico.

In tutto questo, il sonno la fa da padrone: dopo le nottate in sala prove con Ettore, ho avuto il crollo che paventavo:

stamani devo aver ucciso la sveglia, o forse stanotte in un momento di sonnambulismo.

Morale della favola, ho aperto gli occhi alle 8:13.

La Princi entra a scuola alle 8:30.

A scapito del rito delle abluzioni quotidiane, che oggi si sono limitate a denti-faccia-capelli, siamo miracolosamente riuscite (forse col teletrasporto) ad arrivare in tempo.

Io sono un po’ provata, penso non sia difficile crederci.

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