Io sarò anche una ritardataria cronica,

e quindi naturalmente propensa ad inventare scuse assurde per giustificare i paurosi ritardi ad ogni genere d’appuntamento, eh.

Ma stamani davvero non è stata colpa mia. Stavolta ho le prove!

Mi capitano davvero fatti strani: da sempre, come accennavo qui.

Stamani, all’improvviso, prima una macchia bianca che corre sulla strada, tipo kamikaze, o tipo le vecchiette sulle strisce con la borsa sventolata a mo’ di bandiera a scacchi del grand-prix, che più che farti venire voglia di frenare, quasi quasi ti mettono addosso il friccico della corsa, hai presente?

E insomma stamani mentre guido verso l’ufficio, ecco che mi attraversa la strada questa macchia bianca.

Forse un cane?

No, sembrava più…una pecora (?!??!?).

…e poi, dietro alla temeraria macchia bianca apripista, LORO.

pecore

Dieci

minuti

di pecore.

Tutto qui.

Sarà capitato anche a voi…

…di avere un periodo di merda, sentire una specie di sberla, ZUM ZUM ZUM ZUM ZUM!

Ecco, concedetemi la solita stupidaggine propiziatoria, per vedere di rimettersi in marcia.

Certo che anch’io sono proprio una boccalona, tipo:

mi stupisco che la gente intorno a me non si indigni per questioni di principio, o di onore, per amor del vero, o di come diavolo si chiama che non ce l’ha più nessuno, ah, sì, onestà.

Mi sembra di sbracciarmi ed incazzarmi continuamente in quella maniera perentoria ed inutile come solo io riesco a fare, e di essere rimasta l’unica a partire lancia in resta.

Dalle piccole cose a quelle macroscopiche, ci sarebbe da incazzarsi (e infatti lo faccio puntualmente) ad ogni piè sospinto:

dopo quaranta minuti di coda alla posta per pagare il contributo volontario (obbligatorio) di iscrizione alla scuola (dell’obbligo) per la Princi, la serpe bionda seduta allo sportello mi dice:

“…no, guardi, le si è smagnetizzata la banda del bancomat, la sua tessera non funziona!”

“Come, scusi? Ci deve essere un errore: ho pagato adesso al supermercato, funziona benissimo, vede, oltre alla banda magnetica, c’è il chip…”

“…no, è che i bancomat e le carte di credito di ultima generazione come la sua, col chip, non funzionano. “

“…non funzionano in generale nell’universomondo, o solo qui in questo ufficio postale? Perché mi pare che ci sia una bella differenza, no?”

“Differenza di che? Se non può pagare, non può pagare, punto e basta.”

Eccoci. Mi sale il pinzo, quando ero piccina il babbo mi chiamava “cutero” che è una formichina tremenda che morde come un’ossessa, da noi si dice anche “formica rizzaculo”.

“…vede, signora, la differenza c’è. Perchè se non funzionano nell’universomondo, io adesso esco di qui, vado diretta nella filiale più vicina della mia banca, e faccio passare un brutto quarto d’ora allo sportellista che mi trovo di fronte. Se invece funzionano altrove ma non qui, mi sa che la colpa, il quarto d’ora e lo sportellista non sono della banca. “

Lei deglutisce.

Perché sarebbe bastato un cartello scritto a pennarello

“NON FUNZIONA IL POS, PAGARE CONTANTI” , oppure “POS NON ABILITATO PER BANCOMAT CON CHIP”, capito strega?

E lei lo sa, in quella testa fatta solo di capelli, di avere torto marcio, e quindi ora cerca di lisciarmi un po’.

“…facciamo così, signora, se lei ora esce e va a prelevare al bancomat, poi la faccio passare senza fare la coda, ok?”

…”No, guardi, facciamo così. Se io ora esco senza piantarle una grana, lei mi ringrazia e accende un cero, perché ho da fare e non ho ALTRO tempo da perdere. Ok?”

“…”

Mi giro per andarmene e puntualmente lei farfuglia qualcosa.

Mai in faccia, prima regola del codardo.

Mi pulsa la vena nel collo, come dice la Princi, e torno indietro.

“Scusi, diceva?”

Di nuovo silenzio e sguardo puntato sul monitor.

La testa di capelli ostentatamente voltata di tre quarti, ed obliqua, tipicamente loboless.

“…guardi che è inutile che faccia finta di avere qualcosa di urgentissimo da fare. Lo sanno tutti i disgraziati in fila che non sta facendo assolutamente nulla. Lei è una maleducata, e questo ce lo abbiamo in comune, quindi si risparmi di dirmelo. Glielo avevo detto o no, che il quarto d’ora e lo sportellista ci sarebbero stati? Ora per cortesia, faccia per la prima volta nella sua vita qualcosa di utile: prenda un foglio e prepari un cartello con su scritto POS NON ABILITATO PER CARTE CON CHIP. E ringrazi che Brunetta mi sta sui coglioni ancora più di lei, se c’è verso. “

Lei sgrana gli occhi ma ammutolisce.

Lo sguardo di soddisfazione e di appoggio del pensionato dietro di me, mi basta. Il nonnino ora mi fa anche l’occhietto, come a dire “DIGNENEEEE NINI!!!”.

Adesso posso andare.

La giustiziera delle cazzate cosmiche, senza macchia e senza paura, ma con una gastrite cronica per cause di servizio.