Perché faccio crostate di more e non gioielli?

…me lo domando, perché se disegnassi gioielli partirei da qui, dalla mora:

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dalla perfezione di questo piccolo frutto luccicante e goloso, protetto da spine che ti scarnificano le mani.

Ma non disegno gioielli, e sono golosa.

Quindi sabato mi sono volentieri avventurata con la Princi, la sua amica taciturna (messe insieme fanno pari), l’Omone ed i Nonni Bionici, su per la Calvana alla ricerca delle more.

Tabula rasa. Per un’ora abbondante, more nemmeno una…e spine tante, scusate la rima.

I temporali dei giorni passati hanno portato via ogni ben di Dio. Abbiamo dovuto spostarci ed entrare nel bosco di castagni, dove protette dalla chioma degli alberi, le more avevano resistito.

Buffo, fare more dai castagni…ma lo spettacolo è assicurato:

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Alla fine della mattinata, il bilancio del raccolto si può definire positivo:

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Tante, succose, e mature al punto giusto.

Ora: chi ci ha provato SA cosa vuol dire preparare la marmellata di more: va filtrata con la garza se si vogliono togliere tutti i semini, e da un chilo di more resta un vaso di marmellata. Una fatica improba. Da fare se le more sono davvero tantissime, dai cinque chili in su, o se si è in ferie e si ha comunque tempo a disposizione!

Quindi, con questo cestino di more, cosa ci facciamo?

Tolta la parte dell’amica della Princi ne restano ancora a sufficienza per fare una crostata…ed altrettante una volta pulite, in freezer per usarle all’occorrenza.
La ricetta per la crostata è molto semplice, seguo ancora il cucchiaio d’argento:
Per la frolla servono
3 tuorli d’uovo
200 gr. farina
100 gr. burro
Il solito pizzico di sale
facoltativo scorza grattugiata di arancia o limone.
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Ora Franci segui, la metto per te, è facile e di soddisfazione!
Zucchero e farina mescolati insieme, a cratere: dentro i tuorli e il sale, ed il burro ammorbidito a pezzetti.
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Impasta con le mani…all’ inizio non sembra e non ci crederesti mai, ma vedrai che otterai una bella palletta di pasta soffice e profumata.
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infarinata, va messa a riposare in un canovaccio.
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Nel frattempo, lavare ed asciugare le more…NON con un canovaccio, se non è da sacrificare.
Passata una mezz’ora, si può stendere la pasta. Consiglio di lavorarla sulla carta da forno, così è più facile trasferirla nella teglia.
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Si schiacciano i bordi, si rattoppano i buchetti, e si rifinisce l’orlo. Un po’ di zucchero sul fondo…
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…e poi loro! Le more!
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…l’ho già detto quanto sono belle?
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…poi zucchero a velo. E per sicurezza, per non rischiare un “affogato alle more”, una spolverata di fruttapec.
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Pronta. In forno a temperatura media per una ventina di minuti o mezz’ora.
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…lasciare freddare, così si solidifica bene lo strato di more… ed ecco a voi Madame La Crostata di More!
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…ora scusate, ma ho una fetta che mi chiama.

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