Natale, biscotti ed altre sventure.

Uh! Quanto tempo sono stata via da qui!

Nel frattempo:

ci ha abbandonati la fedele twingo, ed abbiamo optato per un furgoncino che possa contenere borsoni, compagne di squadra, cane, e gambe dell’Omone, che di solito guida comodo come Homer sulla mini bici da clown.

La scommessa sul big match “Ettore vs decori dell’albero di Natale” non la pagavano nemmeno nelle bische clandestine, ed abbiamo potuto constatare che fra una caramella bianca e rossa di zucchero e menta ed una melina di polistirolo laccato, per Ettore non c’è differenza alcuna, le mangia entrambe con grande soddisfazione.

Ho assistito con strazio alla messa in scena dei canti di Natale a scuola della Princi, che mi aveva avvertita:

“…vieni, ma tanto facciamo una figuraccia.”

ah, c’era anche il solito tran tran, e nel mezzo, il Natale.

Io che di solito inizio a preparare decori, ricette, regalini verso ottobre, mi sono ritrovata a fare tutto nell’ultima settimana.

Quest’anno niente regalini comprati: gli amici hanno ricevuto i nostri biscotti a spirale fatti in casa (qui la ricetta) ben confezionati.

Abbiamo usato semplicemente sacchetti da pane di carta marrone, sotto-torta di carta, nastrini e bottoni per decorare.

…si mettono i biscotti al centro del sotto-torta…

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…e si racchiude tipo fazzoletto…

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…per poi inserire nel sacchetto marrone…

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…un po’ arrotolato, perché esca il bordo decorato di pizzo di carta…

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…ne abbiamo preparati un po’…

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…non devono essere completamente chiusi, i biscotti si devono poter vedere, ed annusare…

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…quindi si lascia un po’ aperto, e semplicemente si chiude con un nastrino, facendo un fiocco, o passandolo attraverso ad un bottone…

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…ecco un regalo da fare a chi saprà apprezzarne il valore…

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E ora prepariamoci per Capodanno!

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Cantami o Diva del Pelíde Achille l’Amore per Patroclo

Ora che a scuola c’è Epica, la Princi ne è felicissima e studia con un furore cieco, che mi fa intravedere lampi di universitaria nerd.

MA, come al solito, imperversa la polemica.

Certo è che con due genitori così, entrambi portatori sani di polemica feroce, non ci potevamo aspettare una figlia accomodante.

Domenica sera, nel ripasso della lezione di epica, l’Omone ha ricordato alla Princi (che in terza elementare ha ricevuto in dono e divorato Iliade ed Odissea, ovviamente in prosa per ragazzi) quale fosse la reale natura dell’amicizia fra Achille e Patroclo, e che quindi, la descrizione del suo libro di Epica per le scuole medie, cioè “fedeli amici” non rende bene l’idea di quello che in realtà legava i due eroici, furibondi, virilissimi guerrieri: l’amore.

E ne è scaturita una discussione, su come sia mutata l’idea ed il giudizio del rapporto omosessuale, sul fatto che fosse accettata “anche” fra due eroi che rappresentavano la forza MASCHIA, e che oggi invece non si dice, si fa di nascosto, ed i giovanissimi non trovano il coraggio di parlare dei gusti sessuali, ed i pochi che si esprimono o che appena si discostano dalla rassicurante NORMALITA’ sono oggetto di scherno se non di aggressioni (reali o virtuali) ferocissime.

E poi la discussione si è spostata sul perché sul libro di epica non c’è traccia di questo rapporto d’amore fra due uomini.

E quello che ha infastidito la Princi è stata questa edulcorazione, ai limiti della censura, che vede inopportuna, inutile se non dannosa.

Abbiamo avanzato un’ipotesi: forse perché è un argomento difficile da trattare in una classe prima della scuola media.

Ed in realtà è vero il contrario: cioè l’argomento è difficile da trattare proprio perché non se ne parla né se ne tratta sui libri, o fuori dai libri, in prima media.

Lunedì mattina, durante la lezione di Epica la Princi è intervenuta, obiettando che l’amicizia fra i due personaggi guerrieri, nel loro libro non era descritta come meritava, e non rendeva l’idea della verità: ha spiegato ad una classe di suoi pari che i due si amavano, e che non era un problema per la società di allora che lo facessero, ed ha risposto alzando gli occhi al cielo a quasi tutti gli interventi di cui possiamo immaginare il tenore, tranne ad un paio di cui ha trovato interessante la curiosità, in dialoghi del tipo:

“…e come facevano a fare dei figli e quindi garantire la trasmissione del nome????”

” Non era mica proibito il contrario, cioè le coppie eterosessuali, oh stolti!”

E via un’altra mezz’ora di discussione sulle corna alla moglie con un uomo.

Grossomodo questo il livello.

La professoressa ha lasciato che si placasse il caos esploso in classe come una flash-bang.

Poi si è rivolta alla Princi, ed ha riconosciuto la fatica ed il timore di sbagliare che sono stati prima nostri come genitori, nell’affrontare un tema certamente non semplice, e poi della Princi; e anche e soprattutto ha rassicurato lei, che si è esposta tipo eretica di fronte ad un tribunale-classe non proprio propenso all’ascolto.

“Hai ragione, non è ben descritto. E gli animali che hai in classe te ne hanno illustrato il motivo: non è un argomento di cui è facile parlare alla vostra età, perché non tutti sono disposti a porsi in maniera neutra, come hai fatto tu.”

Per la Princi, già trattare il problema è stata la soluzione del problema stesso: perché non ci dicono le cose come stanno? Ci trattano da imbecilli perché lo siamo, e poi si lamentano che siamo imbecilli, o siamo imbecilli perché ci trattano così?

L’appoggio della sua insegnante è stato fondamentale per darle conferma: domanda, confrontati, poniti il problema: non dei gusti sessuali delle persone, che sinceramente per quel che ci riguarda contano come le propensioni per i gusti del gelato; ma delle informazioni che ti danno, come te le danno, se sono complete, esatte, oggettive o viziate.

Mi ritrovo però a pensare anche al problema sorto nello specifico della discussione: cioè che invece, visti i risultati, bisognerebbe parlarne, eccome, dell’orientamento sessuale, ma dandogli davvero la stessa importanza che si da alle propensioni per il tutto cioccolata o il variegato alla malaga, o pistacchio e nocciola.

Trovare spunti anche su un libro di epica se necessario, ma parlarne, da ragazzini, per non trovarsi adulti impreparati e fobici nei confronti di ciò che non si conosce.

Quello che mi domando è se tornati a casa i compagni di classe di mia figlia avranno parlato con i genitori, e se avranno avuto un confronto, e di che tipo sarà stato.

E poi: fra quanto tempo devo aspettarmi un’invettiva contro l’oscurantismo religioso.

E poi fra quanto di lobby e massoneria.

Ed infine, se sono pronta.

Lei, la sollevatrice di folle e dubbi, già stamani ha evidenziato, con la Professoressa di storia, come sia facile che la religione, anzi le religioni, sfocino nel fanatismo e nel fondamentalismo.

E stasera abbiamo di nuovo affrontato il problema del libro di epica, stavolta da punto di vista della filologia.

Omone, abbiamo creato un mostro.