Natale, biscotti ed altre sventure.

Uh! Quanto tempo sono stata via da qui!

Nel frattempo:

ci ha abbandonati la fedele twingo, ed abbiamo optato per un furgoncino che possa contenere borsoni, compagne di squadra, cane, e gambe dell’Omone, che di solito guida comodo come Homer sulla mini bici da clown.

La scommessa sul big match “Ettore vs decori dell’albero di Natale” non la pagavano nemmeno nelle bische clandestine, ed abbiamo potuto constatare che fra una caramella bianca e rossa di zucchero e menta ed una melina di polistirolo laccato, per Ettore non c’è differenza alcuna, le mangia entrambe con grande soddisfazione.

Ho assistito con strazio alla messa in scena dei canti di Natale a scuola della Princi, che mi aveva avvertita:

“…vieni, ma tanto facciamo una figuraccia.”

ah, c’era anche il solito tran tran, e nel mezzo, il Natale.

Io che di solito inizio a preparare decori, ricette, regalini verso ottobre, mi sono ritrovata a fare tutto nell’ultima settimana.

Quest’anno niente regalini comprati: gli amici hanno ricevuto i nostri biscotti a spirale fatti in casa (qui la ricetta) ben confezionati.

Abbiamo usato semplicemente sacchetti da pane di carta marrone, sotto-torta di carta, nastrini e bottoni per decorare.

…si mettono i biscotti al centro del sotto-torta…

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…e si racchiude tipo fazzoletto…

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…per poi inserire nel sacchetto marrone…

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…un po’ arrotolato, perché esca il bordo decorato di pizzo di carta…

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…ne abbiamo preparati un po’…

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…non devono essere completamente chiusi, i biscotti si devono poter vedere, ed annusare…

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…quindi si lascia un po’ aperto, e semplicemente si chiude con un nastrino, facendo un fiocco, o passandolo attraverso ad un bottone…

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…ecco un regalo da fare a chi saprà apprezzarne il valore…

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E ora prepariamoci per Capodanno!

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Le amiche della Princi: La Facundina.

La Princi è selettiva in tutto quello che fa: figuriamoci nello scegliersi le amicizie.

Stasera festeggerà il compleanno di una di loro, che ha conosciuto a scuola ed ha trascinato,  traviato ed iniziato al basket: noi la chiamiamo “la Facundina”, per le sue caratteristiche di gioco, simili a quelle del giocatore Viola Facundo Roncaglia.
Copio da Wikipedia “Facundo Roncaglia: paragonato a Passarella per la grande grinta, (…) le sue armi migliori sono la potenza nei contrasti e la reattività nel gioco aereo” che più o meno vuol dire “Io mi butto perché voglio la palla, la voglio più di te, e può darsi che ti venga addosso e ti faccia male. Se poi prendo la palla invece che te…pazienza!”….no, non intendevo dire il contrario.

La Princi aveva un impegno e quindi ci siamo perse la partita stasera, per la prima ed unica volta nell’anno: ci raccontano che la Facundina ha segnato il canestro della vittoria, sulla sirena, ed io avrei voluto essere lì per fischiare alla pecoraia, come piace tanto alle nostre cestiste in erba, con quattro dita in bocca ed esultare, perché le amiche della Princi sono ragazze in gamba, vere e proprie “mighty girls”, ed ogni loro piccolo successo è un mattoncino nella loro crescita.

La Facundina, che è una vera dura, sotto la scorza nasconde un cuore di panna: per il compleanno della Princi le ha regalato un sasso dipinto a mano, su cui ha scritto i loro nomi ed il simbolo dell’infinito, come a dire “saremo amiche per sempre”: è così bello vedere che questi sentimenti ci sono ancora, anche in questi bambini moderni, simil-cyborg.

Quindi la Princi ricambierà con qualcosa fatto a mano, da lei

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…abbiamo usato un’arancia come cavia, pensando: è arancione e a spicchi, no?

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…ma abbiamo fatto una scoperta che ci ha portato a questa conclusione:

il prossimo che chiama la palla da basket “palla a spicchi”, lo picchio.

Anzi lo faccio picchiare dalla Facundina.

Sulla palla ci sono due circonferenze perpendicolari che si intersecano con una linea continua, che parte da una delle croci e forma una specie di otto fino all’altra. Sì è un casino. Non si capisce nulla, vero?  Figuriamoci a ridisegnare tutto su due palline di un centimetrino di raggio!

Comunque, con la pazienza messa a dura prova ed un piccolo aiuto della mamma, la Princi ha fatto questo:

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 ben sapendo che l’amica apprezza questo genere di cose: preziose, anche se non di valore.

Ecco qua: orecchini in fimo, “I love this game”.

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La Facundina apprezzerà?

UP! Che storia d’amore e meraviglia!…E io me la appendo ai lobi!

Chi non ha visto “UP” farebbe meglio a correre ai ripari.

E’ una storia d’amore e meraviglia, ci sono cani e palline da tennis, che già da soli e nella vita reale, quando sono nella stessa stanza possono regalare delle grasse risate…figuriamoci in un film d’animazione.

Comunque, lo spettacolo dei millemila palloncini non può lasciare indifferenti: lo abbiamo sognato tutti, di volare via appesi e leggeri.

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E con la Princi, pensando ad “UP” e a come portarsi sempre dietro un po’ di meraviglia…ho fatto questo:

orecchini in FIMO, fatti a mano, cotti mezz’ora a 110°…

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…io e la Princi li troviamo fichissimi.

…solo noi?

Ol’style hairstyle: i cencini nei capelli

La Princi ha piccoli moti di vanità. In controtendenza, ovviamente. Adora lo smalto sulle unghie, rigorosamente in technicolor. Amerebbe anche gli orecchini, ma abbiamo sforacchiato quei poveri lobi già due volte ed in entrambe hanno avuto reazioni allergiche da film splatter.

Ci concentriamo quindi sulle unghie e sui capelli: per questo fine settimana di festa con tutti i nonni e la ZiaSara abbiamo colorato le unghie di lilla, ed usato il metodi delle bis-nonne per acconciare i capelli: i cencini o straccetti. La Princi ha capelli lunghissimi e liscissimi, ed ovviamente anela ad una chioma di boccoli. Afferma che appena potrà (?) si farà la permanente. Per ora, i cencini sopperiscono egregiamente.

La versione originale prevede striscioline di cotone (cencini, appunto!) da usare al posto dei bigodini; noi per comodità usiamo fogli di carta assorbente, che possono essere riutilizzati più volte.

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Il procedimento è molto semplice:

  • si lavano e si asciugano BENISSIMO i capelli: nel caso della Princi, che ha capelli incoercibili e fedeli alla LINEA RETTA, meglio passare un po’ di schiuma da messa in piega, ma in casi di normocapigliature i cencini sono miracolosi, e non necessitano di aiuti o additivi.
  • Si preparano i cencini: se usate il cotone (l’ideale è la spugna), tagliare striscioline di vecchi asciugamani o comunque stoffa spessa, di circa 15/20 cm di lunghezza, altezza circa 2/3 cm; se usate la carta assorbente, piegate il foglio sulla diagonale, ed arrotolatelo chiudendo la puntina all’interno, fino ad ottenere la strisciolina alta 2/3cm.
  • Il numero di ciocche, e quindi di cencini necessari varia ovviamente da testa a testa (capelli più lunghi vogliono ciocche più sottili, ad esempio) e dall’effetto desiderato: ciocche più grosse per onde più morbide, ciocche più sottili per ricci più “molleggiati”.
  • Si parte dal davanti:  la prima ciocca, nel caso della Princi è quella del ciuffo: si arrotolano i capelli prima su se stessi (non eccessivamente, solo per dare forma e contenere un po’ la ciocca) e poi si usa il cencino come se fosse un bigodino, arrotolandoci la ciocca, dal fondo fino QUASI alla radice; quasi perchè il cencino fa il riccio a boccolo, viene meglio se non “gonfia” alla radice; si può arrotolare col cencino in orizzontale dal sotto in su o dal sopra in giù, ma il mio metodo preferito è col cencino in verticale da un lato all’altro, a seconda se vogliamo i boccolo verso il viso, o verso la nuca.
  • a qesto punto avremo un cencino teso con i capelli arrotolati tipo filo sul rocchetto: prendendo le estremità del cencino, si fa un nodo che racchiuda i capelli al centro, e si regga da solo alla ciocca;

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  • si procede via via, ciocca per ciocca; se si vuole un effetto più preciso, suddividiamo la testa in 4 quadranti, ed quadranti in ciocche; se si preferisce invece un effetto più casual, si procede un po’ ad occhio, cercando sempre però di mantenere simile la misura delle ciocche.

 

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  • Finito di montare i cencini si mette la retina da parrucchiera o un foulard morbido a racchiudere il tutto, annodato sulla fronte, e si va a dormire.

(I cencini sono morbidi, non danno fastidio durante la notte, a differenza dei bigodini che hanno un’anima di ferro o plastica.)

  • Al mattino successivo si smontano i cencini, stavolta partendo dal basso…
  • Ed i boccoli sono già lì, risultato assicurato.

 

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Per l’effetto bambola, basta un nastro, o una molletta laterale, ed una spruzzata di lacca.

Se invece si preferisce l’onda, scuotere la testa e passare delicatamente le dita fra le ciocche, per “smontare” il cavatappi.

A costo zero un’allure old style…soluzione ottimale anche per animare con moderazione un pigiama party da Princi &Co, con le bimbe in cerchio che si acconciano l’un l’altra.

Provate e fatemi sapere!

La Princi con la valigia

La Princi, coi suoi quasi undici anni, ha già un bel sacchetto di ricordi di viaggio.

Meticolosamente raccolti dalle prime volte in vacanza, ai biglietti di Patty Smith in piazza Santa Croce o della Margherita (Hack!) che spiega il cosmo come una nonna amorevole e mezza matta.

Ha raccolto dai musei, dai castelli, dalle spiagge, in Croazia e Slovenia, a Parigi quando non c’era verso portarla via dal Louvre e portarmi via dal Quai d’Orsay,in Lettonia e Lituania, dove è andata in rappresentanza delle scuole del nostro Comune, ed è tornata stanchissima e consapevole di quanto mondo ci sia da vedere.

Tutti questi appunti, fogli, foto, biglietti, non potevano restare sparsi in un cassetto. Serve un posto dedicato, Mamma!

Io li terrei in una valigia. C’è giusto questa, recuperata dal fondo dello sgabuzzino della bisnonna Maria.

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Certo è un po’ bruttina. Marrone e beige, non rispecchia per niente lo spirito di una quasi undicenne alle prese coi ricordi di viaggio.

“Princi, vai dal Badiani in piazza, compra due bombolette spray dei colori che preferisci”

Deglutisce, sbarra gli occhi.

“Mamma…in piazza da sola?”

“EHHH, sei andata in Lituania senza di me, potrai arrivare in piazza dal Badiani!”

La Princi tentenna, poi si convince. Soldini in tasca, inforca il monopattino e parte.

Dall’ultima finestra di casa, la osservo, non vista. Un po’ di apprensione ce l’ho anch’io…ma sono i piccoli passi che ci portano fin sulla Luna, no?

La Princi torna con un crema ed un arancio chiaro. Li accosta alla valigia. Ci ripensa. Il secondo viaggio in piazza costa meno sforzo del primo. Va e torna in un baleno, senza nemmeno domandarsi se ce la farà.

Io comunque la osservo dalla finestra.

Eccola che appare dal fondo della strada…sale le scale in un lampo, tre scalini per volta, falcate da gazzella leggera e forte.

Crema e verde acqua. Perfetti.

Foderiamo in due passaggi la valigia: prima copiriamo i lati esterni, i bordini e le serrature che saranno verdi.

E spruzziamo di crema…un bijou!

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E’ importante essere precisi in questa fase, si rischia il patatrac…copriamo bene col nastro da carrozziere sia le serrature che la maniglia…

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E poi si aspetta che asciughi bene. Almeno un’ora perchè non si stacchi la vernice nella fase successiva: coprire tutte le parti già colorate di crema, e scoprire le altre, per passare il verde….

Il risultato è eccellente, la Princi apprezza parecchio!

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…E onestamente sono soddsfatta anch’io!

Ora la Princi ha la Sua Valigia Dei Ricordi di Viaggio.

L’augurio della sua mamma è che la riempia di meraviglia e di soddisfazioni.

Di traguardi che sono punti di partenza, un po’ come il primo viaggio in piazza “da sola” per comprare due bombolette di colore.

Ladies&Gents…

Benvenuti! Ho fatto questo Blog per scherzo, e perchè scrivo una quantità notevole di idiozie in posti inappropriati. Scrivo sulle bacheche FB dei miei amici che poi magari se ne hanno a male, scrivo su foglietti volanti, dietro a scontrini di carta termica troppo lisci per scriverci sopra, ho smesso da poco di scrivere sui muri e sto smettendo di scrivermi sulle mani.
E allora ho fatto questo, per scriverci un po’ e se riesco anche ad appiccicarci le foto di quello che faccio: torte, scrapbooking, decorazioni per la casa, riuso ecologico e creativo di cose vecchie…ad esempio, ho fatto questa torta…