Cookies americani, ma di Sanperapponti.

Io e la Princi ci siamo buscate l’influenza.

Ovviamente nel momento più opportuno, e cioè con una nonna appena dimessa dall’ospedale, ed un nonno con un ginocchio distorto a causa di un certo cane.

Tutti tappati in casa, in tre case diverse.  Yuppi.

Nell’impossibilità di uscire, e con poca autonomia da febbre e dolorini vari, ma con la smania di fare qualcosa, abbiamo scoperto che quello che avevamo in dispensa ci consentiva un esperimento culinario che assaporavamo da tempo: i cookies americani!

Per gli ingredienti e la ricetta, ho cercato su un sito su cui vado spesso: “cook around”, dove infatti ho trovato anche questa:

Ingredienti:
250 gr farina 00
200 gr di cioccolato fondente o gocce di cioccolato fondente
1/2 cucchiaio di bicarbonato
essenza di  vaniglia
125 gr burro
125 gr zucchero di canna
125 gr zucchero bianco
1 uovo

credo che la prossima volta aumenterò lo zucchero di canna e diminuirò quello bianco.

  • Accendete il forno a 180° (io ho il ventilato)
  • Sbattete l’uovo, mentre sciogliete il burro nel micro
  • Setacciate il bicarbonato con la farina
  • amalgamate il burro fuso con lo zucchero di canna e l’uovo sbattuto con quello bianco
  • ora unite i due composti alla farina, ed aggiungete i tocchetti di cioccolato fondente e l’essenza di vaniglia….sappiate che non saranno MAI TROPPI.

Ora fate delle pallette, la misura approssimativa potrebbe essere un cucchiaio da cucina, e mettetele, senza schiacciarle che tanto ci pensano da sole, ben distanziate sulla teglia del forno, ovviamente ricoperta con la carta, o col tappetino da biscotti.

8-10 minuti sono sufficienti.

Il profumo che pervade la casa è incredibile, per quanto poco ci vuole a farli, credo che li rifarò anche solo per accogliere chi entra in casa con un profumo che coccola e fa sentire a casa della nonna…senza contare il fatto che sono buonissimi!

Occhio a sfornarli, all’inizio sono morbidissimi e bisogna aspettare che si rassodino un pochino…ma fra preparazione cottura e raffreddamento…

eccoli, serviti in mezz’ora!

Ta-daaaa!

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…alla Princi è passata anche l’influenza, e appena possibile li porteremo anche ai nonni, magari funziona anche con loro…

C.

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Natale, biscotti ed altre sventure.

Uh! Quanto tempo sono stata via da qui!

Nel frattempo:

ci ha abbandonati la fedele twingo, ed abbiamo optato per un furgoncino che possa contenere borsoni, compagne di squadra, cane, e gambe dell’Omone, che di solito guida comodo come Homer sulla mini bici da clown.

La scommessa sul big match “Ettore vs decori dell’albero di Natale” non la pagavano nemmeno nelle bische clandestine, ed abbiamo potuto constatare che fra una caramella bianca e rossa di zucchero e menta ed una melina di polistirolo laccato, per Ettore non c’è differenza alcuna, le mangia entrambe con grande soddisfazione.

Ho assistito con strazio alla messa in scena dei canti di Natale a scuola della Princi, che mi aveva avvertita:

“…vieni, ma tanto facciamo una figuraccia.”

ah, c’era anche il solito tran tran, e nel mezzo, il Natale.

Io che di solito inizio a preparare decori, ricette, regalini verso ottobre, mi sono ritrovata a fare tutto nell’ultima settimana.

Quest’anno niente regalini comprati: gli amici hanno ricevuto i nostri biscotti a spirale fatti in casa (qui la ricetta) ben confezionati.

Abbiamo usato semplicemente sacchetti da pane di carta marrone, sotto-torta di carta, nastrini e bottoni per decorare.

…si mettono i biscotti al centro del sotto-torta…

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…e si racchiude tipo fazzoletto…

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…per poi inserire nel sacchetto marrone…

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…un po’ arrotolato, perché esca il bordo decorato di pizzo di carta…

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…ne abbiamo preparati un po’…

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…non devono essere completamente chiusi, i biscotti si devono poter vedere, ed annusare…

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…quindi si lascia un po’ aperto, e semplicemente si chiude con un nastrino, facendo un fiocco, o passandolo attraverso ad un bottone…

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…ecco un regalo da fare a chi saprà apprezzarne il valore…

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E ora prepariamoci per Capodanno!

Perché faccio crostate di more e non gioielli?

…me lo domando, perché se disegnassi gioielli partirei da qui, dalla mora:

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dalla perfezione di questo piccolo frutto luccicante e goloso, protetto da spine che ti scarnificano le mani.

Ma non disegno gioielli, e sono golosa.

Quindi sabato mi sono volentieri avventurata con la Princi, la sua amica taciturna (messe insieme fanno pari), l’Omone ed i Nonni Bionici, su per la Calvana alla ricerca delle more.

Tabula rasa. Per un’ora abbondante, more nemmeno una…e spine tante, scusate la rima.

I temporali dei giorni passati hanno portato via ogni ben di Dio. Abbiamo dovuto spostarci ed entrare nel bosco di castagni, dove protette dalla chioma degli alberi, le more avevano resistito.

Buffo, fare more dai castagni…ma lo spettacolo è assicurato:

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Alla fine della mattinata, il bilancio del raccolto si può definire positivo:

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Tante, succose, e mature al punto giusto.

Ora: chi ci ha provato SA cosa vuol dire preparare la marmellata di more: va filtrata con la garza se si vogliono togliere tutti i semini, e da un chilo di more resta un vaso di marmellata. Una fatica improba. Da fare se le more sono davvero tantissime, dai cinque chili in su, o se si è in ferie e si ha comunque tempo a disposizione!

Quindi, con questo cestino di more, cosa ci facciamo?

Tolta la parte dell’amica della Princi ne restano ancora a sufficienza per fare una crostata…ed altrettante una volta pulite, in freezer per usarle all’occorrenza.
La ricetta per la crostata è molto semplice, seguo ancora il cucchiaio d’argento:
Per la frolla servono
3 tuorli d’uovo
200 gr. farina
100 gr. burro
Il solito pizzico di sale
facoltativo scorza grattugiata di arancia o limone.
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Ora Franci segui, la metto per te, è facile e di soddisfazione!
Zucchero e farina mescolati insieme, a cratere: dentro i tuorli e il sale, ed il burro ammorbidito a pezzetti.
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Impasta con le mani…all’ inizio non sembra e non ci crederesti mai, ma vedrai che otterai una bella palletta di pasta soffice e profumata.
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infarinata, va messa a riposare in un canovaccio.
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Nel frattempo, lavare ed asciugare le more…NON con un canovaccio, se non è da sacrificare.
Passata una mezz’ora, si può stendere la pasta. Consiglio di lavorarla sulla carta da forno, così è più facile trasferirla nella teglia.
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Si schiacciano i bordi, si rattoppano i buchetti, e si rifinisce l’orlo. Un po’ di zucchero sul fondo…
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…e poi loro! Le more!
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…l’ho già detto quanto sono belle?
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…poi zucchero a velo. E per sicurezza, per non rischiare un “affogato alle more”, una spolverata di fruttapec.
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Pronta. In forno a temperatura media per una ventina di minuti o mezz’ora.
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…lasciare freddare, così si solidifica bene lo strato di more… ed ecco a voi Madame La Crostata di More!
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…ora scusate, ma ho una fetta che mi chiama.

Basta un poco di zucchero…

La signorina spigolosa che ha festeggiato con parrucche, occhiali tamarri e boa di piume, adora le torte.

In generale, qualsiasi tipo di torta: da quella di mele di nonna papera, alle così dette “monster” che si vedono nei programmi tv dedicati (leggi il boss delle torte).

Ogni anno quando ci avviciniamo al suo compleanno inizia la progettazione della torta: quest’anno, saltellando da un sito di cake design all’altro ci siamo imbattute in BUBOLINKATA , ed è stato amore a prima vista. Un tripudio di fiori, colori, sfumature e contrasti da togliere il fiato.

“Mamma la voglio così!” Fiori di Maggio: papaveri, margherite, viole del pensiero, e risvegli di animaletti come api, bruchi e coccinelle.

“..Mamma vorrei fare anche dei biscotti…” ed abbiamo trovato questa ricetta facile facile.
Ok Princi, ci proviamo. E ci siamo messe al lavoro.

Prima la torta,

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Che abbiamo coperto con la crema al burro, senza uova, e successivamente di pasta di zucchero color cielo.

Ed abbiamo decorato con fiori ed erba, oh, così bucolico!

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…margherite, sassolini…

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..toh! Un bruchino!

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…campanule, soffioni che se ne vanno via col vento…

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…il papavero, delicatissimo re dei campi…

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…e le fragoline?…

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…con una piccola ape furibonda…

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… ed una coccinella portafortuna…

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Devo dire che il risultato è stato davvero apprezzabile…

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…ed apprezzato!

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…l’abbiamo “spazzolata”. Nemmeno una briciola per i passerotti!

…stessa fine toccata ai biscotti:

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che si fanno stendendo due basi di pasta da frollini, senza uova, una al naturale ed una colorata:

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…si spennella con acqua e zucchero una delle due…

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…e si copre con l’altra, facendo aderire e regolando i bordi per farle uguali…

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…e poi aiutandosi con la carta da forno, che fa sì che non si attacchi e non restino i buchini delle impronte…

si arrotola…

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…si arrotola…

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…e poi si “impana” nei pallini colorati, o nelle codette, o nello zucchero in cristalli…

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…e, chiuso nella stagnola, si mette in freezer ad indurire…

Per poi tagliarlo a fette di circa un centimetro…

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…che saranno così…

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BELLISSIMI!

…noi li abbiamo fatti azzurri, rossi e gialli…

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…poi si infornano e si cuociono a 180° per circa 10 minuti…

ECCOLI qui!

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…sono belli, e facili da fare…mi domando perché non li ho fatti prima?!?

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…tutti hanno gradito, tant’è che i pochi biscotti rimasti sono stati messi da parte ed usati come spuntino notturno dalle piccole belve che sono rimaste a dormire da noi…nemmeno uno per la colazione, ne hanno lasciato, fetentone!

…basta un poco di zucchero, tanta pazienza, e tutto si fa.

Princi, sei contenta?

Baci, la tua mamma.

…e cento ne fa.

La colonna sonora potrebbe essere “il volo del calabrone“.

Perchè a me capita spesso di aver messo in ponte così tante cose, che poi gestirle tutte diventa un turbine.

Ad esempio, in questo fine settimana si sono concentrati un pigiama party per la Princi, un triathlon medio fuori città per l’Omone, una torta da preparare per la festa della squadra di minibasket, due partite ed un furto in casa.

Ovviamente il furto in casa non l’avevo messo in ponte, ma tutto sommato è andata di lusso, hanno arraffato il cellulare nuovo del NonnoSergio e se ne sono andati, forse grazie alla ZiaSara che si è alzata per andare in bagno. E hanno lasciato un ombrello piantato in una fioriera, artistici.

Comunque, se gli arrivano anche solo un decimo degli accidenti che gli sto tirando (e arrivano, eccome se arrivano!) non se la passano parecchio bene.

Le due partite sono andate come preventivato: sabato mattina abbiamo perso in casa con la squadra mista, con una Princi imbestialita e ben carica per la seconda partita, giocata fuori casa sabato pomeriggio con la squadra femminile, dove abbiamo vinto e sfogato la rogna accumulata.

Nel frattempo l’Omone viaggiava verso Ferrara, dove sotto una pioggia ininterrotta ha superato la prima prova della stagione, nonostante un acciacco ad una coscia e l’allergia primaverile a quei miliardi di pollini che non gli dà tregua.

Ma lui è l’Omone, corre e va, sulla terra, corre e va, fra le stelle, tuuuuu che puoi diventare Jeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeg!

Quindi, mentre ignoti si introducevano in casa dei nonni, l’Omone guidava verso la pioggia, io e la Princi partivamo con la torta sottobraccio, e la tuta gialloblù addosso.

Come, “quale torta?”!

QUESTA!

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Una Squadra è una Squadra.

Se si festeggia, si dà un contributo. Se si vince, si dà un contributo. Se si perde, ci si inca##a come scimmie, soprattutto se si dà un contributo.

Nello specifico, per questo contributo abbiamo iniziato giovedì, preparando la pasta di zucchero:

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…morbidina! Quanto mi piace impastare! Torno bambina!

E oltre alla pasta di zucchero, abbiamo preparato una “cupola” per dare la forma di pallone…l’abbiamo fatta con l’impasto per il “salame dolce”: ricetta originale da “la vera cucina Fiorentina”, e scusate se è poco…;)

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Per dare la forma della cupola, foderate di carta d’alluminio due ciotole (sia dentro che fuori) , una un po’ più piccola dell’altra, e mettete l’impasto in quella più grande

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Schiacciatelo bene fino quasi ai bordi, assottigliandolo

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A questo punto inserite la ciotola più piccola nella più grande, per schiacciare bene e dare forma concava…

(architettura alimentare??)

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E mettete in freezer per almeno una notte.

Nel frattempo (sì, la notte mentre la cupola si raffredda in freezer!) bisogna pensare a come riempire la cupola.

Quindi si va di mantovana: una base rotonda (misura approssimativa della cupola) e poi io ho usato uno stampo da budinone,

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un po’ altino e con i bordi ondulati, perchè nelle parti “rientranti” si può riempire di farcia.

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Tagliando via la base, che viene sempre un po’ gonfietta, abbiamo anche la stondatura adatta a riempire la sommità della cupola.

FARCIREEEE!

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Panna montata a volontà. Se “strabuzza” va benissimo, farcirà gli spazi tra la mantovana e la cupola…

A questo punto, passata  ‘a’nuttata, togliere le ciotole dal freezer, e separarle delicatamente.

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così…

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“Spellare” via l’alluminio appicciato all’impasto…

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…Et voilà, la cupola è pronta:

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Va semplicemente appoggiata sulla torta multistrato.

Coprire con una farcia densa ed appiccicosa…ma cosa c’è di meglio della Nutella?

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Io uso uno di questi vassoi girevoli, il coltello sta fermo, e  la base gira come un tornio, facilissimo anche per le pasticcione.

A questo punto, colorata la pasta di zucchero di arancio, con i coloranti alimentari (ho mischiato rosso e giallo, forse l’arancio poteva venire un po’ più acceso, ma non avevo visto che l’avevo finito!), iniziamo a stenderla: su un tappetino di silicone liscio, spolverato di zucchero a velo.

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Invece del mattarello che si attacca all’impasto, uso un rotolo di pellicola trasparente, di quelli più grossi, industriali: quando ho finito di stendere la pasta tolgo la parte di pellicola sporca e siamo a posto.

Fatto! Non resta che stendere il disco di pasta sulla torta, farlo aderire pianino per evitare pieghe, e tagliare la parte in eccesso.

Poi, sempre col colorante alimentare e pennellino, tracciare le linee tipiche della palla a spicchi che tanto adoriamo a Villa Villacolle.

Il risultato non differisce tanto dall’originale a cui ci siamo ispirate:

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Come si dice tra appassionati: “I LOVE THIS GAME!”

Ah, naturalmente c’era anche da prepararsi per il pigiama party a casa di Caterina, una compagna di basket della Princi.

Poi la gente si domanda come mai sono sempre così acida ed indisponente. Perchè non ho tempo per i convenevoli. E no, non mi drogo. A meno che non si consideri drogarsi aspirare dal naso quantità improbabili di zucchero a velo, perchè quello capita, quando si lavora la pasta di zucchero.

Comunque, per il pigiama party ce la siamo cavate con una manicure “candy style”, in tinta col pigiamino nuovo:

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Indovinate di che colori è il pigiama nuovo?

Per la cronaca, la torta è piaciuta, il telefono non è stato ritrovato, il pigiama party è stato un successone, e l’Omone ha finito la gara nel tempo che si era prefissato.

Io ho trovato anche il tempo per cenare fuori e fare un giro in centro a Firenze, con mia sorella, di sera, con le mie scarpe polka dot da Minnie.

Telefono a parte, che bel fine settimana!

Una ne pensa…

Allora, come ormai mi pare chiaro ed evidente, qui, a Villa Villacolle non si sta tanto con le mani in mano.

Nell’articolo “I love check lists” avevo accennato alla torta tricolore: non avevo ancora avuto modo di spiegarla e postare un po’ di  foto.

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…Questo è l’aspetto che aveva esteriormente. Ma siccome era una torta “ricca di significato”, era ancora più bella dentro.

P1060621…se fra questo rosso….

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…e questo verde bandiera…aggiungessi un po’ di panna montata bianca, per esempio…

TA-DAAA!

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Spieghiamoci meglio. Era la festa per consegnare un attestato simbolico di Cittadinanza Italiana ai bambini figli di migranti nati in Italia, residenti a Campi Bisenzio.

…ed io, nel mio piccolo…ho fatto questo.

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Ecco bambini, una fetta d’Italia.

Sempre che siate ancora convinti, di volere essere Cittadini Italiani.

Equinozi e letargia

Pare incredibile.

Perchè se devo essere sincera, preferisco i mesi freddi, piovosi, e l’autunno, adoro l’autunno.

Però, per tutto l’autunno e l’inverno, non ho avuto stimoli ad entrare in questo mio backyard. Letargia.

Oggi invece, 21 marzo, vai a sappi tu (forte, eh?) ho sentito un languorino. Dapprima un friccico. Poi una smania. Poi un bisogno. Scrivere due righe.

Tre. Ottanta. E raccontare.

Perchè in letargo non ci sono andata completamente, anzi sono successe un sacco di cose:

La Princi è in quinta, ed è bravissima;

L’Omone si sta preparando per il suo secondo Ironman;

E’ arrivato un cucciolo teppista e delinquente.

Poi ci sono le cose che faccio, ad esempio le torte, di solito per i compleanni:

Questa è per il compleanno della ZiaSara.

INGREDIENTI:

Mantovana ol’style.

Nutella in quantità da coma diabetico.

Pasta di zucchero colorata di rosa.

Kit Kat per i bordi.

Et Voilà.

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Bellina, vero?

…e insomma, secondo me è questo equinozio che mi ha svegliata.

Insieme al teppista delinquente a quattro zampe, che stamani mi ha dato il cinque, in faccia, e poi mi ha morso il naso…che inizi la primavera!