Ci sono le chiacchiere, e poi ci sono i fatti, 2.

In uno dei primi articoli di questo blog, raccontavo di come le scorciatoie non siano appannaggio di questa famiglia: la fatica, il sudore, l’impegno, i passi in fila uno dopo l’altro, sono ciò che ti porta al traguardo che ti prefiggi.

Non abbiamo come idoli le veline, per intenderci.

La passione della Princi per la danza quindi, non contempla passettini, stacchetti: La Princi non aspira a sgambettare, lei vuole saper danzare. Non per gli altri, ma per sé. “Art for Art’s sake”, o come dicevano i latini “ars gratia artis
Ripete gli esercizi che impara a scuola, e pende dalle labbra della sua insegnante: fare riscaldamento per le caviglie  “…e mezza/punta/mezza/flex/mezza/punta/chiuuudo…”, sciogliere le braccia delicatamente per un port de bras che si possa fregiare di quel nome, stringere con forza, ma senza far trapelare lo sforzo, ed alzare la gamba per disegnare un arabesque che si rispetti.

Sorridere, anche nella fatica del salto, grazia, postura, forza, leggerezza, aplombe.

E la Princi testarda che insiste, tesa e felice nel suo body nero. Non si vanta, non fa la smargiassa, lei si impegna per fare bene. Ripetere daccapo:

“…e mezza/punta/mezza/flex/mezza/punta/chiuuudo.., e questo mamma si chiama Sissonne, vedi? E questo è un cou de pied, mi viene meglio con questo piede che con quest’altro. Ora mi esercito un altro po’ per migliorare…dimmi se viene bene…”

Certo, adesso che fa caldo, e che non indossa le calze, si notano tutti i lividi e le sbucciature “di guerra” del campo da basket…ma fa tutto parte di lei.

E se sul campo da basket il risultato lo si legge sul tabellone, nella percentuale di tiro, nella fiducia che i compagni ripongono in te, nelle convocazioni e nella frequenza con cui il coach ti fa giocare…nella danza il lavoro di un anno intero si presenta nel saggio di fine anno, e nel passaggio al grado superiore.

Ci siamo quasi. Anche quest’anno il Teatro Politeama ospiterà la “nostra” scuola di danza con il saggio tanto atteso.

Le mamme amano spassionatamente le loro ballerine: dai cignetti, o le farfalle che sgambettano fra strati di tulle colorato, alle “grandi” come le chiama la Princi, mentre le guarda con un misto di ammirazione, rispetto, curiosità, ma di nascosto, per non dare fastidio. Per lei sono esseri superiori, le vede tutte bellissime, e si legge nei suoi occhi il desiderio di essere un giorno come loro.

Le punte, il piatto nero che le rende ancora più belle, le pettinature tirate…un fascino a cui, per la Princi non è possibile resistere.

…aspettiamo il saggio, con grande impazienza.

Quest’anno la Princi è elettrizzata ancora di più: la sua maestra deve aver visto in lei la gioia e la dedizione, forse avrà notato la rapidità con cui la Princi apprende…e le ha proposto di fare “un’entratina” DA SOLA.

“Un’entratina” saranno trenta secondi di port de bras e poco più…ma per la Princi è una medaglia sul petto.

Credo che non sia mai esistita gratificazione più sentita. La Princi ha il batticuore.

“…mamma ha scelto ME! Ti rendi conto, ha scelto MEEE!”

Questo equivale ad una convocazione in prima squadra, traducendo nel linguaggio del basket!

Precederà l’ingresso del suo gruppo, e darà -è proprio il caso di dirlo- il via alle danze.

Un piccolo traguardo, ed insieme un punto di partenza, che vale un tesoro: insegna, conferma e regala emozioni alla Princi, ed aiuta me e l’Omone nel compito difficile di crescere una figlia. Le lascerà un segno indelebile nella memoria e nella costruzione della Princi che sarà; non per “la ribalta” ma per il messaggio che contiene:

allora è vero, come dicono il babbo e la mamma, 

che se ci metto tutto il mio impegno e la mia volontà,

posso arrivare dove voglio!

…se lo dice la mamma…è un conto.

Ma se lo conferma la Maestra…allora è verbo!

Con infinita gratitudine, alla maestra Laura.

Forte come una roccia…e delicata come un fiore che sboccia.

Capita, che se hai in corpo l’energia di una puledra e non la spendi, ti si intasino i pori a furia di spruzzarla fuori.

La puledrina è -guarda caso- la Princi.

Il campo da basket serve allo scopo: la sua grazia e la sua leggerezza, tanto cari alla sua mamma ed alla sua insegnante di danza, si trasformano in velocità e ringhio. Entra in campo, e di solito il coach della squadra avversaria, se ancora non la conosce, le assegna come marcatore il più esile dicendo “tu prendi la bimba biondina, ok?”. I maschietti sbuffano, come per dire “sono venuto mica a giocare con le bambole”, le femmine si tranquillizzano.

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…ma la figura della Princi è ingannevole. Parecchio…

Esile, eterea, una Sylphide in piena regola, piccoletta rispetto alle stazze che si incontrano nelle squadre di mini basket. Ma è una furia cieca. Regge ritmi da ippodromo, sventolando la sua coda di cavallo, incassa falli da ring di Valetudo, inarcando il sopracciglio sinistro, come per dire “occhio che questo te lo rendo”. Si tuffa sulle palle vaganti e se le incastona fra le braccia, guadagnandosi sul campo l’epiteto di “regina delle palle contese”.

Ovviamente si accompagna a fiorellini della stessa risma: è accaduto così, non a caso, che per tre di loro, in questo fine settimana sia arrivata la convocazione per un torneo regionale…IN SOCCORSO DEI MASCHI!

Lo “squadrone” pratese maschile, normalmente molto valido e numeroso, è stato decimato dagli infortuni, dalle gite scolastiche e chi più ne ha più ne metta, anzi ne tolga: il coach, che allena anche la compagine femminile, ha quindi schierato in formazione coi giovanotti baldanzosi rimasti, TRE signorine che hanno dato del filo da torcere a chi se le è trovate davanti:

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la Princi, con l’amica del cuore Bibi, e l’infallibile K.

Nell’intero schieramento del torneo che contava sei squadre, e quindi circa 70 partecipanti, solo QUATTRO bimbe: tre erano le nostre.

La prima reazione di scoramento dei giovanotti, si è trasformata in speranza, dopo il primo tempino in cui si è azzerata la differenza fra maschi e femmine: le nostre si sono dimostrate implacabili, agguerrite ed efficaci…

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…e la diffidenza iniziale…

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…si è dissolta, lasciando spazio allo spirito di squadra conquistato sul campo…

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…il braccio teso della Princi parla chiaro: tu moretto, stai dietro! che qui davanti non si scherza…difesa a uomo: di qui non passi!

La partita ci ha coinvolti parecchio: un buon ritmo che ci ha visti prevalere sui pari età del Colle val d’Elsa

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…con un arbitraggio un po’ alla bell’e meglio, parecchio folkloristico ma poco equo: addirittura, a 7 secondi dalla fine, abbiamo subìto un fischiaccio ed un FALLO TECNICO ALLA PANCHINA (?!!?!?!!)

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…che sinceramente abbiamo fatto fatica a capire…

 Mai sentito qualcosa di simile in categoria aquilotti. Ma tant’è: bisogna imparare a rispettare il giudizio degli arbitri…anche se sono bambini di poco più grandi dei giocatori.

Comunque sia, le bimbe hanno dato il loro contributo, difendendo come saracinesche, chihuahua da guardia infallibili, e segnando dieci punti dei quarantatré finali, che hanno consentito di battere gli avversari…

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…e classificarsi terzi, portando a casa medaglia e trofeo!

Le tre piccole belve, oltre alla medaglia, hanno ottenuto un importante insegnamento per la vita di tutti i giorni: la consapevolezza che non c’è bisogno di quote rosa, ma di “donne” che si prendano ciò che vogliono, e che con l’impegno e la volontà i risultati non si fanno attendere…anche in un mondo fatto di tornei maschili.

GIRL POWER!

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