Antipodi ed altre nefandezze

I colloqui con le insegnanti sono la mia croce e delizia.
Delizia perchè (chi conosce la Princi lo sa già) posso gongolare e vantarmi.
Avete presente in “Ghost”, quando Whoopy/Oda Mae intasca l’assegno fantasmagorico e continua a ripetere “Rita Miller, Sono io. Sì sono proprio io, Rita Miller!”? Ecco, quella è la mia espressione mentre mi vanto.
“E’ mia figlia. Questa qui, è mia figlia, sono io la sua mamma. L’ho fatta io, sapete?”
Ci ho messo, zucchero, pepe, libri, sarcasmo, puzza di piedi, amore. Ho impastato un po’ alla rinfusa, l’ho covata per nove mesi, la cresco da undici anni. I risultati ripagano ampiamente lo sforzo profuso.
Quindi la delizia viene dall’argomento del colloquio.

La croce, dal contesto.
Una delle ultime volte, mi sono imbattuta in una supplente che nonostante l’impegno, era visibilmente in balìa della classe, nonchè abbastanza confusa. Stanca, provata, povera Crista. Sto cercando di giustificarla. Non può essere solo colpa sua, se parlandomi del programma di storia mi ha espresso le sue preoccupazioni:
“…sto cercando di spicciarmi, gli preparo le mappe e tutto, ma questi NIENTE, no c’è verso andare avanti…dopo ci sono i Romani!!! Come facciamo a finire in tempo? I ROMANI SONO TAAAANTII!!”
Caspita, certo che sono tanti. Roma è una bella metropoli, oltre ad essere “caput mundi”.
Ben altro voleva significare la derelitta, ma si sa, l’Italiano con la I maiuscola non è poi così diffuso.
L’ultima volta invece, la perla mi è stata servita come aperitivo. Aspettando il mio turno in coda fuori dall’aula, non ho potuto fare a meno di ascoltare (avrei dovuto essere sorda, visti il tono ed il volume usati dal gineceo che mi circondava) la conversazione che qui riporto fedelmente:
“Ma quest’anno la cena di classe dove si fa?”
“Facciamola da coso….quello dove siamo andati quando c’era anche la Tizia”
“Ma dove, al centro commerciale?”
“Noooo, ancora prima, ti ricordi quando erano in prima?”
“EHhhh, ma se dici della prima chi se lo ricorda, te parli degli ANTIPODI!”
Certo, gli antipodi. Come te ed il cervello, giusto?
Si presume che in questa mamma da sfoggio linguistico quell’ “ANTI” abbia richiamato antichità.
In me invece conati di vomito.
Oppure si potrebbe attingere a piene mani dal pozzo (nero) di ignoranza caprina della maestra di italiano (supplente anche quella, ne abbiamo cambiate DODICI in quattro anni, un bel record, eh?) che aveva l’abitudine di correggere dove errori non ce ne erano.
Tipo:
“Mamma, oggi ho fatto solo un errore nel compito di italiano. Ma guarda che io ero proprio convinta, eh!”
“Convinta di cosa, Princi?”
“Che ASTRONAUTA si scrivesse ASTRONAUTA”
“…?…Come dici Princi?, Mi sa che non ho capito…”
“Sì, mamma guarda il quaderno. Me l’ha corretto con la penna rossa.
Mancava la U. Non A-S-T-R-O-N-A-U-T-A, ma A-U-S-T-R-O-N-A-U-T-A”

Deglutisco. Prendo fiato. Espiro forte, potrei gonfiare un palloncino.

Come glielo giustifico? Perchè nonostante tutto, la maestra è l’autorità. Non posso sminuirla.

“Amore sarà stata una svista, magari c’era confusione in classe e si sarà distratta…Comunque avevi ragione, si scrive come hai sempre scritto, quella U non c’è. Se la maestra ha qualcosa in contrario, dille che vorrei parlarle, va bene?”

Oppure, AGGHIACCIANTE:

Se io fossi un bambino preistorico…” Errore. “Se io sarei un bambino preistorico”. Sarei giustificata a prederti a palate sul groppone. Ma non siamo bambini preistorici, siamo nel 2013 cristosanto, e stai sciupando tutto il lavoro che ho fatto finora, STRONZA! E il condizionale è basilare, necessario, il minimo indispensabile.
E astronauta si scrive così, non manca nessuna U, non è un “navigatore delle stelle e dei pianeti” australiano, CAPITO?

…ed in questo clima da girone infernale la Princi legge libri su libri.

Adesso sul comodino ha “La fattoria degli animali”, Orwell.

L’abbiamo scampata ancora una volta. Non credo che mi chiederà “tremetrisopralcielo”.

Hei, Princi…continua così.
Ti sarà più lieve scoprire che il mondo è pieno di AUSTRONAUTI agli ANTIPODI rispetto a te.

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